Quando la tecnologia restituisce tempo alle relazioni
Qualche giorno fa ho partecipato a Crunchycast, il podcast di Eudata condotto da Monica Battaglia, per parlare di come l’intelligenza artificiale stia cambiando, o forse potenziando, il modo in cui facciamo fundraising. Ascolta l’episodio su Spotify
Durante la chiacchierata ho raccontato il percorso che abbiamo iniziato in Dynamo Camp, sperimentando l’AI non come scorciatoia o automatismo, ma come alleata. Per noi la tecnologia ha un obiettivo semplice ma potente: liberare tempo per dedicarlo alle relazioni. Il fundraising non è mai una transazione, è una relazione viva tra persone che condividono un’idea di futuro.
Abbiamo creato dei GPT personalizzati, addestrati sul linguaggio e sui valori di Dynamo, per mantenere autenticità e coerenza anche quando usiamo strumenti digitali. Il risultato non è solo più efficienza, ma più cura, più tempo, più umanità.
E forse è proprio questo il punto: l’AI non sostituisce la parte umana del nostro lavoro, ma ci aiuta a difenderla. Ci costringe a scegliere, a riflettere, a ricordarci che dietro ogni testo, ogni dato, ogni decisione c’è sempre una persona.
Siamo in un momento unico: l’intelligenza artificiale non ha ancora deciso cosa vuole essere. Sta a noi, ogni giorno, darle significato. E nel nostro caso, farle dire una cosa semplice e rivoluzionaria: “Io sono qui per farti spazio.”
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