Google punta sull’eolico

Big G. conferma il suo interesse nel contribuire allo sviluppo dell’energia pulita, entrando a piene mani direttamente in progetti già avviati oppure scommettendo su start up verdi considerando tutti i progetti in cui finora sta partecipando, Google ha investito fino a oggi 350 milioni di dollari.

Lo ha annunciato Google stessa attraverso un post sul proprio blog ufficiale, spiegando come la Shepherds Flat Wind Farm, in costruzione dal 2008 attualmente su 30 chilometri quadrati di terreno nell’Oregon, riuscirà a produrre ben 854 MW di energia elettrica una volta che i lavori saranno completati, sufficiente a coprire le esigenze di circa 235mila abitazioni statunitensi. Il gruppo sottolinea come il progetto si avvarrà di un’innovativa tecnologia eolica, consistente in generatori a magneti permanenti, che saranno in grado di migliorare l’efficienza delle turbine e aumentarne l’affidabilità e l’implementazione in rete.

Google continua a interessarsi alle energie rinnovabili e sta nuovamente investendo ben 100 milioni di dollari nel progetto Shepherds Flat Wind Farm, un’enorme centrale nell’Oregon (Stati Uniti), con l’obiettivo di farla diventare nel 2012 la più grande centrale eolica del Mondo.

Fonte e link utile: Google

Ridere insieme contro il razzismo

L’obiettivo di questo Flashmob è semplicemente ridere.

Sentiti libero di partecipare alla risata, ridi insieme contro il razzismo!

Lo hanno organizzato UEJF e SOS Racisme per promuovere uno spettacolo contro il razzismo.

E’ avvenuto 30 Agosto alle ore 16 in piazza Saint Michel a Parigi e il concept è stato “Ridere insieme: uno spettacolo contro il razzismo“.

Differenziare la carta nel cassonetto

Tutta la carta sporca, oleata o contaminata da cibo può essere un problema per il processo di riciclo della cellulosa. Se per plastica e vetro le fasi di lavorazione dei materiali sono precedute da un lavaggio con acqua ad alte temperature capace di sgrassare ed eliminare eventuali residui, per la carta il processo è diverso.

No a fazzoletti usati, tovaglioli sporchi, scontrini fiscali, biglietti dell’autobus, cartone della pizza e carta bagnata.

Grassi e oli non sono di facile eliminazione e possono inquinare il prodotto finale. Per questo il cartone della pizza non va buttato nel cassonetto della carta, così come i tovaglioli e i fazzoletti usati.

Anche gli scontrini fiscali e i biglietti dell’autobus possono essere un problema. Scontrini e ricevute delle carte di credito non contengono solo cellulosa ma sono fatte con carta termica, non riciclabile, e possono avere una parte magnetica a sua volta non adatta al riciclo.

La carta bagnata, invece, ha fibre più corte e meno resistenti che potrebbero compromettere la qualità della carta riciclata a fine lavorazione.

Discorso molto simile per i cartoncini intensamente colorati, magari quelli delle cartelline. Accertatevi che i colori usati siano naturali, altrimenti è meglio non buttarli con la carta. In ogni caso, nel momento dell’acquisto, preferite tinte tenui perché gli stessi colori possono vanificare il lavoro di recupero della carta, conferendo strane tonalità al prodotto finito.

Bioetanolo di seconda generazione in Piemonte

L’impiego del bioetanolo contro le emissioni nocive per prevenire l’inquinamento e salvaguardare l’ambiente è costantemente al centro dell’attenzione pubblica.

Vittorio Ghisolfi, fondatore del Gruppo M&G (una multinazionale chimica con sede a Tortona) insieme al vicepresidente della Regione Piemonte, Ugo Cavallera, del segretario della Commissione Ambiente al Senato, Andrea Fluttero, del presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza ha dato il via alla posa della prima pietra del nuovo impianto IBP di Crescentino (Vercelli), primo impianto industriale al mondo dedicato interamente alla produzione di bioetanolo di seconda generazione che non utilizza colture destinate all’alimentazione.

L’obiettivo è di fare del Piemonte un’area di primo piano nel settore della chimica eco friendly e, in particolare, della produzione di bioetanolo di seconda generazione: un combustibile creato ad hoc con tecniche di idrolisi, fermentazione di biomassa lignocellulosica, raffinazione, di materie prime provenienti da colture non alimentari, adatte a terreni marginali o non coltivabili.

Bioetanolo a Tortona

Oltre agli ovvi vantaggi dal punto di vista della salvaguardia delle colture alimentari, l’utilizzo di queste materie prime non necessita grandi quantitativi di acqua e fertilizzanti, in più, assorbono più CO2di quanta ne rilasciano.

Al completamento nel 2012 l’impianto produrrà 40 mila tonnellate all’anno di bioetanolo di seconda generazione attraverso l’utilizzo della canna comune di fosso e delle biomasse di cellulosa di legno disponibili nella filiera locale (in un raggio di circa 40 km e non destinate al consumo alimentare).

Il ruolo ricoperto dall’Italia, in questo senso, è di battistrada: con il progetto Chemtex di Tortona (società del Gruppo chimico italiano Mossi & Ghisolfi), partito dal programma di ricerca PRO.E.SA realizzato in collaborazione con il Politecnico di Torino, infatti, il nostro Paese ha avviato il più avanzato programma chimico – industriale al mondo.

Per l’utilizzo finale, ovvero come idrocarburo green, il bioetanolo di seconda generazione costituisce un buon veicolo di bilanciamento del mix energetico e di riduzione della dipendenza dal petrolio, riduce i gas a effetto serra, è di immediata utilizzabilità (gli attuali motori sono in grado di essere alimentati da una miscela formata da benzina e da un 10% di bioetanolo), e crea nuove opportunità per il settore agricolo, grazie anche al risultato di migliori condizioni socio economiche per le aree rurali e depresse, con la possibilità di ottenere filiere produttive corte e di riportare a coltura terreni improduttivi.

Il bioetanolo è una fonte energetica:

  • rinnovabile, perché viene continuamente riprodotta dagli alberi che crescono utilizzando l’energia solare, al contrario degli altri combustibili (carbone, gasolio, gas) che sono destinati ad esaurirsi
  • neutrale, rispetto all’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera, perché la quantità emessa con la combustione è la stessa di quella che è stata assorbita qualche anno prima con la fotosintesi clorofilliana
  • economica, perché il costo è più basso degli altri combustibili e la produzione di biomasse può essere incrementata, senza alcun danno per l’ambiente

 

Fonte e link utili: GreenMe, Wikipedia , Terzo elemento

Dai l’esempio applaudi al fotovoltaico

Prevenire l’inquinamento e credere nelle energie rinnovabili è necessario e sta ad ognuno di noi diffondere il messaggio e favorire l’approccio positivo alle energie alternative.

Ma è possibile fare qualcosa in più per stimolare positivamente al fotovoltaico, ogni volta che passeggi per strada o sei in auto e intravedi un impianto fotovoltaico che sia in un campo o sul tetto di una casa, dai l’esempio:

FAI UN APPLAUSO!

Si esatto, hai letto bene, fai un applauso.
La cosa può sembrare banale (e un pò la è) ma non costa nulla e richiama l’attenzione delle persone a ragionare sull’utilizzo delle energie alternative.

Produrre in proprio l’energia è il miglior metodo didattico per l’educazione al rispamio.

Il fotovoltaico produce energia proprio dove serve, e questa viene consumata direttamente dal produttore o nelle immadiate vicinanze, inoltre il rispamio sul trasporto e la distribuzione dell’energia in rete supera il 10%; tale risparmio raddoppierà quando le reti elettriche si adegueranno alla generazione distribuita.

IL PIU’ GRANDE IMPIANTO FOTOVOLTAICO EUROPEO
La Turchia può godere di livelli di esposizione solare maggiori della maggioranza degli altri Paesi europei ed è proprio qui che sorgerà l’impianto fotovoltaico più grande d’Europa

Il livello di irraggiamento raggiunto dalla Turchia supera infatti il milione di terawatt per ora ogni anno, contro i circa 800 mila twH conseguiti dalla Spagna o, per utilizzare paragoni extra continentali, dallo stato USA della California.

La stazione solare fotovoltaica, avrà una potenza energetica di 100 MW e sarà pronta fra 2 anni, staremo a vedere se il progetto si realizzerà, qui ci sarà da applaudire tantissimo.

Manuale di sopravvivenza energetica

Prevenirel’inquinamento ed adottare uno stile di vita sostenibile è un impegno che ogni individuo deve prendere nei confronti del pianeta.

Qualsiasi cosa facciamo consumiamo energia. Ogni azione che compiamo, giorno dopo giorno, ha una propria impronta ecologica. Per ridurre al minimo i nostri consumi ci viene in aiuto il Manuale di sopravvivenza energetica di Andrea Mameli.

Non si tratta di metodi di vita alternativi, quanto di piccole accortezze che aiutano a vivere come dovremmo, considerendo la Terra casa nostra.

Una chicca: il Manuale è stato prodotto con carta di alghe della laguna di Venezia. Per ogni tonnellata di questa carta si risparmiano 400 mila litri di acqua e il 50% di energia elettrica rispetto alla lavorazione tradizionale della carta cellulosica.

Nell’articolo di Wired, ci sono 50 suggerimenti con i quali cominciare a pensare seriamente a cosa fare per non distruggere il nostro Pianeta.

Fonte e link utili: Wired.it, Scienza Express

Ho imparato a tenere duro e a soffrire

Francesco Galanzino è un padre ed un imprenditore, un uomo assolutamente normale che, malgrado gli impegni della quotidianità lavorativa, cerca di non dimenticare l’importanza di coltivare sogni.

Vive a Tortona in Piemonte dove lavora e si allena, qui puoi scaricare in PDF il suo CV sportivo.

I sogni, dice Francesco, sono uno dei doni più preziosi di cui l’uomo possa godere.
Attraversare i posti più sperduti del mondo di corsa, a piedi ed in competizione contro altri uomini, nutrire l’anima con quel che vedo e la ricchezza con la conoscenza delle persone che incontro è il mio sogno.

Galanzino Tortona

Francesco è anche uno straordinario runner, e ha  già portato a termine numerose maratone “estreme” ma quest’ultima avventura a cui ha partecipato, la  Namib Desert Marathon affrontando un percorso di 220 chilometri in cinque giorni, a temperature di oltre 45 gradi, la ha fatta per diffondere un messaggio a nome del mondo e di Greenpeace.
NO al Nucleare!

Complimenti Checco, la tua lotta per la salvaguardia del pianeta è un esempio per tutti.

Prevenire i rischi del nucleare è d’obbligo se si ama il mondo.

Qui un articolo ed un video sulla gara

Riutilizzare gli asciugamani in Hotel

A tutti è capitato di viaggiare e di soggiornare per qualche giorno in un Hotel e a tutti sarà capitato di utilizzare il proprio asciugamano e trovarsene uno nuovo il giorno dopo.

Alcuni hotel chiedono al cliente di appendere l’asciugamano se desidera utilizzarlo di nuovo o lasciarlo per terra se lo vuole cambiato, questo accorgimento fa scattare il suo buon senso dentro di noi, che spesso ce lo dimentichiamo da qualche parte.

Il lavaggio quotidiano della biancheria da camera e da bagno di un albergo, è una delle voci di costo più importanti nella gestione quotidiana che, per un hotel di medie-grandi dimensioni, può arrivare anche a decine di migliaia di euro l’anno.

Riusare gli asciugamani aiuta a non sprecare risorse naturali

Ridurre gli sprechi energetici derivati dalla mole di biancheria da lavare è una semplice prevenzione che ognuno di noi dovrebbe tenere a mente ogni qualvolta ne ha la possibilità.

Tu riutilizzi gli asciugamani in Hotel?
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Quale è il Browser più ecologico?

Anche se il broswer più cool al momento resta Mozilla Firefox uscito da poco con la nuova versione 4, Internet Explorer 9 è il browser più eco. Esso infatti si caratterizza per un particolare aspetto, che è stato sottolineato da Microsoft: la significativa efficienza energetica.

Si tratta di un aspetto molto importante per ciò che concerne la sostenibilità ambientale. Poter contare su degli strumenti informatici a basso impatto ambientale è di fondamentale importanza, se vogliamo giungere all’attuazione di forme di sviluppo sostenibile particolarmente apprezzabili. La tecnologia e l’informatica green rappresentano degli strumenti piuttosto rilevanti, da tenere in considerazione.

Si può parlare a tutti gli effetti di una green technology, nel senso di una tecnologia sempre più verde. Il tutto sta prendendo sempre più piede e gli sviluppatori di Internet Explorer non hanno voluto essere da meno. Attraverso l’utilizzo di particolari test sono riusciti a comprendere quali sono i consumi energetici che i più noti browser sono in grado di determinare nel momento in cui vengono usati su Windows 7.

I risultati in questo senso sono stati molto evidenti: Internet Explorer 9 è il browser che riesce a garantire una più adeguata gestione dei consumi di energia elettrica. In particolare il browser in questione sarebbe capace di consumare meno energia quando permette di visualizzare i più importanti portali di informazione o quando è aperta una pagina vuota. Il risparmio di energia è importante per ridurre la bolletta, ma c’è di più.

Risparmiare energia vuol dire anche riuscire a rendere meno problematica la situazione dell’inquinamento dell’aria. Una questione che non può essere ignorata, se si pensa che l’inquinamento dell’aria determina 19 mila vittime l’anno nell’Unione Europea.

Fonte: Ecoo

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